Sicurezza nei parcheggi: normative, rischi reali e soluzioni per i gestori

Chi gestisce un parcheggio oggi si trova a fare i conti con un quadro normativo in rapida evoluzione, rischi fisici sempre più diversificati e una pressione crescente sul fronte della compliance. Eppure, nella pratica quotidiana, molti aspetti restano trascurati — fino a quando qualcosa va storto.

Il problema della sicurezza nei parcheggi  che non si vede

La sicurezza nei parcheggi pubblici è uno di quei temi che emergono solo quando accade qualcosa: un furto, un incendio, una sanzione del Garante della Privacy. Prima di allora, spesso, si procede per abitudine.

Eppure il contesto sta cambiando in modo significativo. L’ingresso massiccio dei veicoli elettrici, l’evoluzione della normativa antincendio, le regole sempre più stringenti sulla videosorveglianza e il GDPR rendono la gestione di un parcheggio pubblico un’attività che richiede attenzione crescente sul fronte legale e operativo.

Proviamo a fare chiarezza su tre fronti: le normative di riferimento, i rischi concreti e le soluzioni a disposizione dei gestori.

Il quadro normativo: più articolato di quanto sembri

Non esiste un’unica legge che regola la sicurezza nei parcheggi pubblici. Il quadro normativo è il risultato di diversi livelli legislativi che si sovrappongono e, a volte, si contraddicono.

  • Antincendio. Il riferimento principale è il D.M. 15 maggio 2020, in vigore dal 19 novembre 2020, che ha aggiornato il Codice di Prevenzione Incendi abrogando il vecchio D.M. del 1° febbraio 1986. La Regola Tecnica Verticale V.6 disciplina in modo specifico le autorimesse, introducendo un approccio prestazionale che lascia più margine progettuale ma richiede una valutazione del rischio più articolata. Le autorimesse con superficie complessiva coperta superiore a 300 m² rientrano tra le attività soggette ai controlli di prevenzione incendi (attività 75 dell’allegato I al D.P.R. 151/2011): al superamento delle soglie previste scattano gli adempimenti verso i Vigili del Fuoco — SCIA antincendio e, per le categorie superiori, valutazione del progetto — nell’ambito di quello che comunemente si continua a chiamare Certificato di Prevenzione Incendi (CPI).
  • Veicoli elettrici. È il fronte più caldo del momento. La Circolare VVF n. 2 del 5 novembre 2018 ha posto i primi vincoli sull’installazione delle colonnine di ricarica nelle autorimesse soggette ai controlli antincendio, ammettendo esclusivamente la ricarica in modo 3 e modo 4. Sul versante degli obblighi di dotazione, è il D.Lgs. 257/2016 a prevedere che, dal 1° gennaio 2025, negli edifici non residenziali con più di 20 posti auto sia installato almeno un punto di ricarica; il D.Lgs. 48/2020, di recepimento della direttiva EPBD, ha aggiunto gli obblighi di predisposizione delle infrastrutture di canalizzazione nelle nuove costruzioni. Il quadro è stato poi ridefinito dal D.M. 28 ottobre 2025 — che modifica il decreto sui requisiti minimi ed entra in vigore il 3 giugno 2026 — estendendo gli obblighi anche agli edifici esistenti con più di 20 posti auto e introducendo requisiti tecnici più dettagliati, tra cui la compatibilità con i sistemi di smart charging, obbligatoria per i nuovi punti di ricarica dal 30 giugno 2026. I gestori di parcheggi con più di 20 posti sono quindi direttamente coinvolti: non adeguarsi nei tempi previsti significa esporsi a sanzioni e, nei casi più gravi, a difficoltà nel mantenere l’agibilità dell’impianto.
  • Videosorveglianza e GDPR. Questo è il punto che sorprende di più chi non ha mai affrontato una verifica. Installare telecamere in un parcheggio pubblico non è un’operazione neutra: è un trattamento di dati personali a tutti gli effetti, soggetto al Regolamento UE 2016/679. Il Garante Privacy ha chiarito che non serve un’autorizzazione preventiva, ma il gestore — in quanto titolare del trattamento — deve rispettare i principi di liceità, proporzionalità e finalità. In pratica, questo significa: cartellonistica informativa prima dell’ingresso all’area sorvegliata, conservazione delle immagini per un massimo di 24 ore (estendibili fino a 7 giorni per specifiche esigenze di sicurezza urbana), DPIA obbligatoria per sistemi di videosorveglianza su larga scala o con funzioni di riconoscimento biometrico, e accesso alle registrazioni limitato al personale formalmente autorizzato. Le sanzioni in caso di non conformità possono arrivare fino a 20 milioni di euro o al 4% del fatturato globale annuo. E non è un rischio teorico: il Garante ha già sanzionato diversi casi di videosorveglianza gestita in modo non conforme — impianti privi di informativa adeguata, tempi di conservazione non rispettati, accessi alle immagini non regolati.

I rischi reali: fisici e normativi

Vale la pena essere diretti su questo punto: i rischi per un gestore di parcheggio pubblico oggi non sono solo quelli “classici” — furto di veicoli, danni alle strutture, incidenti tra utenti. Esistono due categorie di rischio che spesso vengono sottovalutate.

Il rischio legato ai veicoli elettrici. Le batterie al litio dei veicoli elettrici possono essere soggette al fenomeno del thermal runaway: un surriscaldamento a catena difficile da controllare, che può sviluppare fumi tossici (tra cui fluoruro di idrogeno) e incendi molto più persistenti rispetto a quelli dei veicoli tradizionali. Questo non significa che le auto elettriche siano pericolose in assoluto — i dati non lo confermano — ma che un parcheggio che ospita veicoli elettrici richiede sistemi di ventilazione più efficienti, rilevatori di fumo adeguati, e una corretta progettazione delle aree di ricarica. Chi oggi posiziona colonnine senza aver verificato la conformità dell’impianto antincendio si sta assumendo un rischio concreto.

Il rischio normativo e reputazionale. Una telecamera posizionata male, o un sistema di videosorveglianza gestito senza rispettare i tempi di conservazione delle immagini, può portare a un procedimento del Garante. Idem per la mancata installazione delle colonnine di ricarica richieste dalla legge. Non si tratta solo di sanzioni economiche: c’è una componente reputazionale che, per le amministrazioni pubbliche, ha un peso specifico.

Le soluzioni: poche cose, ma fatte bene

La buona notizia è che la maggior parte dei rischi descritti è gestibile. Non servono investimenti enormi, serve un approccio metodico.

Revisione dell’impianto antincendio. Il primo passo è verificare che l’impianto esistente sia conforme al D.M. 15 maggio 2020 e alla RTV V.6. Se il parcheggio ospita già veicoli elettrici, è opportuno valutare l’adeguatezza del sistema di ventilazione e di smaltimento di fumi e calore. Su questo fronte la normativa tecnica dedicata alle autorimesse è ancora in evoluzione, è in fase di elaborazione una specifica UNI sui sistemi di ventilazione forzata per autorimesse al chiuso, e la bozza di revisione della RTV V.6 recepisce gli standard europei più recenti in materia, per cui conviene affidarsi a un progettista che ragioni sul caso concreto più che rincorrere una singola soglia numerica. In molti casi, adeguamenti mirati sono sufficienti.

Piano di adeguamento per le colonnine. Se rientrate nella categoria degli obbligati — edifici non residenziali con più di 20 posti — il tempo stringe. Il D.M. 28/10/2025 è operativo dal 3 giugno 2026. Un piano di adeguamento deve includere: verifica del quadro elettrico esistente, progettazione dell’impianto con un professionista abilitato, scelta di colonnine conformi agli standard CEI 64-8 e IEC 61851, e registrazione sulla Piattaforma Unica Nazionale a cura del gestore dell’infrastruttura di ricarica per le infrastrutture ad accesso pubblico.

Compliance GDPR per la videosorveglianza. Questo è forse il punto più semplice da mettere in ordine, a patto di affrontarlo con serietà. I passi fondamentali sono: verificare che la cartellonistica sia conforme (visibile, posizionata prima dell’area sorvegliata, con riferimento al titolare del trattamento e alla finalità), impostare la cancellazione automatica delle registrazioni entro i termini di legge, designare formalmente il personale autorizzato ad accedere alle immagini, e valutare se è necessaria una DPIA. Se il sistema di videosorveglianza è dotato di funzioni di analisi comportamentale o riconoscimento facciale, la DPIA è obbligatoria. Vale la pena ricordarlo: il riconoscimento facciale in tempo reale nelle aree pubbliche è vietato in Italia dalla moratoria in vigore fino al 31 dicembre 2027.

Formazione del personale. Spesso trascurata, è invece determinante. Il personale che gestisce un parcheggio deve sapere come comportarsi in caso di incendio di un veicolo elettrico, chi può accedere alle registrazioni delle telecamere e in quali circostanze, e quali procedure seguire in caso di segnalazione di un incidente.

Cosa manca ancora

Detto tutto questo, c’è un punto su cui vale la pena essere onesti: il quadro normativo non è ancora completamente definito.

Sul fronte dei veicoli elettrici nei parcheggi interrati, la normativa tecnica specifica è ancora in fase di aggiornamento — e nel frattempo i gestori si trovano a navigare tra linee guida non vincolanti e circolari che lasciano margini di interpretazione. Sul fronte della videosorveglianza intelligente, le regole per i sistemi dotati di analisi automatica dei comportamenti sono ancora in evoluzione.

In questo contesto, la strategia più sensata per un gestore pubblico non è aspettare che il quadro sia definitivo. È partire dagli adempimenti certi — antincendio, GDPR, colonnine — e costruire un sistema di monitoraggio che permetta di recepire gli aggiornamenti normativi senza dover ripartire da zero ogni volta.

In sintesi

La sicurezza nei parcheggi pubblici non è un tema che si esaurisce con le sbarre all’ingresso e qualche telecamera. È un sistema che coinvolge normativa antincendio, compliance privacy, adeguamento tecnologico e formazione. Chi lo gestisce come un insieme di obblighi da spuntare farà fatica. Chi lo tratta come un’opportunità per costruire un impianto più affidabile nel tempo avrà meno problemi — e meno sorprese.

Aventa supporta i gestori di parcheggi pubblici nell’adeguamento normativo e nell’integrazione di sistemi di pagamento e accesso conformi alle ultime evoluzioni del settore.

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